UNI 7129/08 - Termoidraulica di Melis Paolo

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UNI 7129/08

Termoidraulica di Melis Paolo si è trasferita in Lombardia

UNI 7129/08

Martedì 27 Luglio 2010 - Ultimo aggiornamento Martedì 27 Luglio 2010
La UNI 7129 edizione 2008 è la più  importante norma tecnica per gli impianti domestici e
similari  alimentati a gas combustibile. La presente norma è stata ratificata dal  Presidente
dell’UNI ed è
entrata a far parte del corpo normativo  nazionale il 30 ottobre 2008.Nella sua nuova edizione
per la prima volta  la norma è strutturata in quattro parti, ognuna dedicata a uno  specifico
macro argomento, vediamo le principali novità della prima  parte.
NUOVA UNI 7129/08:
Novità della prima parte L'IMPIANTO INTERNO
La presente norma si applica alla costruzione ed ai rifacimenti di  impianti o parte di essi,
comprendenti il complesso delle tubazioni e  degli accessori che distribuiscono il gas a valle del
gruppo di misura o  punto d’inizio, agli apparecchi utilizzatori di singola portata
termica nominale massima non maggiore di 35 kW
 
IMPIANTO INTERNO
Punto d’inizio NOVITA'
La  possibilità di manovra del dispositivo d’intercettazione che  costituisce il punto di inizio deve
essere limitata esclusivamente  all’utente interessato. A tale scopo, se necessario, si ritengono
idonei rubinetti con chiavi, nicchie ed armadietti con chiave ad uso  esclusivo, altri dispositivi
similari .
 
Presa di pressione NOVITA'
Nel  caso in cui il gruppo di misura non sia dotato della presa di pressione  di competenza
dell’azienda, il rubinetto che costituisce il punto di  inizio deve essere collegato al codolo di
uscita del contatore. Nel caso  invece la presa di pressione, fosse presente all’origine, il
rubinetto  deve essere collegato al codolo/filetto di uscita della presa di  pressione.
Gli impianti interni devono essere dotati di una presa di pressione facilmente accessibile e
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ad uso esclusivo dell’utente.
La  presa di pressione deve essere posta a valle del dispositivo  d’intercettazione che
costituisce il punto d’inizio oppure, può essere  compresa nel dispositivo di intercettazione
stesso.
 
Tubi di polietilene NOVITA'
È consentito il collegamento diretto fuori terra solo ai gruppi di misura esterni all’edificio se
protetti da appositi  alloggiamenti (armadio o nicchia) in conformità alla UNI 9036.
L’eventuale  tratto del tubo in polietilene fuori terra, non contenuto all’interno  dell’apposito
alloggiamento, deve essere il più breve possibile e deve  essere protetto in ogni sua parte
mediante guaine, profilati metallici o  per mezzo di manufatti edili.
 
Giunzioni per tubi di polietilene NOVITA'
Le giunzioni dei tubi di polietilene possono essere realizzate mediante:
- raccordi di polietilene conformi alla UNI EN 1555-3 con saldatura per elettrofusione
realizzata in conformità alla UNI 10521;
- raccordi di polietilene conformi alla UNI EN 1555-3 con saldatura per fusione a
mezzo di elementi riscaldati conformemente alla UNI 10520;
- raccordi meccanici conformi alla UNI EN 1555-3;
- raccordi meccanici con giunzioni miste polietilene - metallo, conformi alla UNI 9736.
I raccordi meccanici possono essere installati fuori terra o in pozzetti di ispezione.
 
Valvola intercettazione ingresso alloggio NOVITA'
Se il gruppo di misura (contatore) o il punto d’inizio non è ubicato  all’interno dell’alloggio, o in
spazi di esclusiva pertinenza  dell'alloggio stesso (balconi, cortili, giardini, ecc.) deve
essere  installato un dispositivo di intercettazione generale in uno dei luoghi  sopra indicati. Tale
dispositivo deve essere in posizione accessibile.
In  alternativa al rubinetto di intercettazione generale è possibile  installare un
dispositivo d'intercettazione (elettrovalvola), conforme alla UNI EN 161, azionato da
comando a distanza il cui  dispositivo di manovra (pulsante, interruttore, ecc.) per l’apertura o
l’interruzione  del flusso di gas, deve essere posto all’interno dell’alloggio e deve  risultare
accessibile all’utente anche se "persona diversamente abile".
L’elettrovalvola con comando a distanza,può essere utilizzata
solo in presenza di apparecchi di utilizzazione provvisti del dispositivo di sicurezza per assenza
di fiamma.
Nel  caso in cui all’interno dell’unità abitativa (alloggio) è installato un  solo apparecchio
e la tubazione interessa un solo locale, il  dispositivo di intercettazione generale può
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coincidere con il rubinetto  d’utenza.
 
Divieti
Non  è consentito il sottopasso degli edifici, ovvero la percorrenza delle  tubazioni sotto le
fondamenta, all’interno di vespai e intercapedini non  accessibili.
Non e consentito posare le tubazioni del gas  direttamente sotto traccia, anche se con guaina,
nel lato esterno dei  muri perimetrali dell’edificio e delle sue pertinenze.
Non è  consentita la posa delle tubazioni sotto traccia, compreso sotto  pavimento, nei locali
costituenti le parti comuni dell’edificio.
Non è consentita la posa sottotraccia della tubazione in diagonale ed obliqua.
 
Non è consentito collocare giunzioni filettate e meccaniche all’interno di locali non aerati o non
aerabili.
Non è consentita la posa delle tubazioni di polietilene all’interno del perimetro del corpo
dell’edificio.
Abbiamo evidenziato le novità rispetto alla 7129 del  2001, riguardante l'impianto interno, a
breve verranno pubblicate le  novità della seconda terza e quarta parte della nuova  7129/08.
La seconda parte della nuova 7129/08 fissa i criteri per  l’installazione di apparecchi aventi
singola portata termica nominale  massima non maggiore di 35 kW e per la realizzazione della
ventilazione  e/o aerazione dei locali di installazione.
NUOVA 7129/08: Seconda parte, l'installazione degli apparecchi e la realizzazione della
ventilazione e/o areazione
Negli impianti gas di nuova progettazione e realizzazione ed in quelli ristrutturati non è
consentita l’installazione e l’utilizzo di apparecchi privi del dispositivo di sorveglianza di
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fiamma .
 
Gli apparecchi a gas devono essere installati ad una distanza di  almeno 1,5 m da eventuali
contatori, siano essi elettrici o del gas.
Nel  caso non si riesca a rispettare la distanza di cui sopra, è necessario  realizzare dei setti
separatori tra apparecchio e contatore in modo da  evitare che eventuali fughe di gas possano
trovare punti di innesco.
 
Gli apparecchi di utilizzazione a gas non possono essere installati sulla proiezione verticale del
piano di cottura a gas.
È vietata l’installazione di apparecchi di utilizzazione nei locali/ambienti costituenti le
parti
comuni dell’edificio condominiale quali per esempio scale, cantine, androni, solaio,
sottotetto, vie di  fuga, ecc. se non collocati all’interno di vani tecnici di pertinenza di  ogni
singola unità immobiliare e accessibili solo all’utilizzatore.
 
I locali di installazione degli impianti alimentati a gas naturale (metano) e degli apparecchi  di
portata termica nominale massima non maggiore di 35 kW possono  comunicare
direttamente con le autorimesse fino a 9 posti auto
e non oltre il secondo interrato (compreso i singoli box)
purché la comunicazione sia protetta da porte aventi caratteristiche di resistenza al
fuoco E 120
.
 
Nei monolocali è ammessa l’installazione di apparecchi di
cottura purché dotati di sistema di sorveglianza di fiamma.
È vietata l'installazione di apparecchi di tipo B  destinati al riscaldamento degli ambienti, con o
senza produzione di  acqua calda sanitaria, in locali nei quali siano presenti generatori di  calore
a legna (o combustibili solidi in genere) e in locali ad essi  adiacenti e comunicanti.
Tale disposizione non si applica se gli  apparecchi alimentati con combustibile solido sono
caratterizzati da un  focolare di tipo stagno rispetto all’ambiente in cui sono installati.
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VENTILAZIONE E AREAZIONE-- NOVITA'--
Nel caso in cui nel locale siano installati apparecchi di cottura con  sorveglianza di fiamma in cui
la aerazione e la ventilazione sono  assicurate mediante aperture permanenti le aperture stesse
devono essere  realizzate come segue:
a) una prima, destinata all’aerazione del  locale di installazione. Tale apertura deve essere
posizionata in  prossimità del soffitto, ad un’altezza comunque non minore di 1,80 m dal  livello
del pavimento e deve avere una sezione netta almeno pari a 100  cm2; l’apertura deve essere
realizzata necessariamente nel locale stesso  di
installazione dell’apparecchio di cottura;
b) una seconda,  destinata alla ventilazione del locale di installazione. Tale apertura  deve
avere il filo inferiore in prossimità del pavimento, ad un’altezza  comunque non maggiore di 300
mm dal pavimento stesso e deve avere  sezione netta almeno pari a 100 cm2; l’apertura può
essere realizzata  nel locale stesso di installazione dell’apparecchio di cottura o nel  locale per
l’aria comburente.
 
La terza parte della nuova 7129/08 riguarda i  sistemi di evacuazione dei prodotti della
combustione asserviti ad  apparecchi aventi singola portata termica nominale massima non
maggiore  di 35 kW.
NUOVA 7129/08 TERZA PARTE: EVACUAZIONE PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE
La norma si applica ai sistemi di evacuazione dei prodotti della  combustione asserviti ad
apparecchi aventi singola portata termica  nominale massima non maggiore di 35 kW.
Sono esclusi i sistemi di  evacuazione dei prodotti della combustione asserviti ad apparecchi a
condensazione o affini e ad apparecchi per la ristorazione e ospitalità  professionale.
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Lo scarico dei prodotti della combustione deve avvenire a tetto.
In caso di impossibilità di scarico a tetto, ove consentito, possono essere adottati altri sistemi di
scarico.
 
Una novità importante riguarda i canali da fumo degli apparecchi tipo B:
i canali da fumo per gli apparecchi di tipo B a tiraggio naturale con scarico verticale devono
seguire le seguenti indicazioni:
- essere dotati di un tratto verticale di lunghezza non minore di due  diametri
-  avere, dopo il tratto verticale, per tutto il percorso rimanente,  andamento ascensionale, con
pendenza minima del 5% (equivalente a circa  3°). La parte ad andamento sub-orizzontale
(ascensionale) non deve avere  una lunghezza maggiore di 1/4 dell'altezza efficace H del
camino e  comunque non deve avere una lunghezza
maggiore di 2 500 mm; per il collegamento a canne collettive il tratto sub orizzontale non
deve avere una lunghezza maggiore di 1 000 mm;
Gli eventuali cambiamenti di direzione devono essere realizzati unicamente mediante l’impiego
di elementi curvi rigidi.
Nella terza parte vengono anche indicate le distanze di rispetto per i  terminali esterni degli
apparecchi, inoltre vengono indicati i  requisiti per i camini e le canne fumarie.
Si applica per la messa in servizio sia degli apparecchi di  utilizzazione aventi singola portata
termica nominale massima non  maggiore di 35 kW, sia degli impianti gas (o parte di essi) di
nuova  realizzazione o dopo un intervento di modifica o sostituzione di  apparecchio.
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NUOVA 7129/08, MESSA IN FUNZIONE DEGLI APPARECCHI
 
Prima della messa in servizio di un impianto domestico e similare di nuova realizzazione
occorre acquisire i seguenti dati:
- tipo di gas combustibile;
- tipologia degli apparecchi;
- potenzialità complessiva degli apparecchi installati e/o installabili.
Si procede quindi alla verifica della compatibilità tra l’apparecchio di
utilizzazione e l’impianto gas e successivamente alla sua messa in servizio.
Prima  dell’allacciamento di un apparecchio all’impianto interno,  “l’operatore” deve
necessariamente effettuare una verifica della  compatibilità tra i vari componenti che
costituiscono l’impianto gas,  ricorrendo anche alla consultazione della documentazione
pertinente.
In particolare deve essere verificato che:
- l’apparecchio da allacciare sia idoneo per il tipo di gas combustibile con cui sarà alimentato;
-  i materiali utilizzati per realizzare l’impianto interno siano idonei e  conformi alle norme di
prodotto indicate nella norma di installazione  adottata;
- le dimensioni delle tubazioni che costituiscono  l’impianto interno siano compatibili con le
caratteristiche  dell’apparecchio da allacciare;
- il dimensionamento del sistema di  evacuazione dei prodotti della combustione e i materiali
siano  compatibili con le caratteristiche dell’apparecchio da allacciare;
- i sistemi di ventilazione e aerazione del locale di installazione, se necessari, siano adeguati.
 
Procedura per la messa in servizio dell’impianto domestico e similare di nuova
realizzazione
La  messa in servizio di una o più apparecchiature e del loro impianto gas  deve essere
effettuato avendo a disposizione il gas combustibile.
La procedura per la messa in servizio dell'impianto domestico e similare prevede di
effettuare le operazioni di seguito riportate:
- spurgo della tubazione che costituisce l’impianto interno dalla eventuale presenza di
gas inerte o aria, utilizzato durante il collaudo;
- controllo dell’assenza di fughe di gas su tutto il tratto della tubazione che costituisce
l’impianto interno compreso il raccordo di collegamento al sistema di misura (contatore);
- messa in servizio degli apparecchi di utilizzazione.
 
Messa in servizio di un impianto domestico e similare modificato
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Occorre verificare in base alla modifica apportata l'idoneità di:
 
locale d'installazione, ventilazione, areazione
funzionalità del sistema fumario
tenuta, esame visivo e verifica dimensionale dell'impianto interno
Messa in servizio di un impianto domestico e similare riattivato
Di seguito sono riportate le procedure per la messa in servizio  dell’impianto dopo una
sospensione di fornitura avvenuta a seguito di  situazioni di pericolo, quali:
- dispersioni di gas;
- mancata funzionalità del sistema fumario.
 
Nel caso la fornitura sia stata sospesa per perdita di gas effettuare, nell’ordine, le seguenti
operazioni:
- individuazione ed eliminazione causa della perdita;
- la verifica di tenuta con aria;
- il controllo degli apparecchi secondo le indicazioni riportate nel libretto di istruzioni fornito dal
fabbricante;
- la verifica dell’idoneità del locale di installazione, della ventilazione e aerazione, ai sensi della
normativa applicabile;
- l’esame visivo dell'impianto interno.
 
Nel caso la fornitura sia stata sospesa per mancata funzionalità del sistema fumario del sistema
fumario,
prevede di effettuare, nell’ordine, le seguenti operazioni.
- Preliminarmente:
- la verifica dello stato del sistema fumario secondo la UNI 10845;
- il dimensionamento delle eventuali aperture di ventilazione secondo la 7129-2.
Successivamente:
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Tubazioni gas interrate

3.3.4 Tubazioni interrate
Punto 3.3.4.1
Le tubazioni interrate devono avere sul loro percorso riferimenti esterni in numero sufficiente per poterle individuare in ogni tempo. (es: targhe da fissare a muro, pilastrini da posare nel terreno sull'asse della tubazione, ecc.).
E' evidente l'obiettivo di questa disposizione: segnalare con accuratezza la precisa posizione di una tubazione che potrebbe essere danneggiata a seguito di lavori successivi

Punto 3.3.4.2
Tutti i tratti interrati di tubazioni di acciaio, devono essere protetti contro la corrosione tramite adeguato rivestimento ed isolatimediante giunti isolanti monoblocco (dielettrico), da posizionare alla fuoriuscita del tubo dal terreno.
Anche i tratti interrati di tubazione di rame devono avere rivestimento protettivo.
I tratti di tubazione privi del rivestimento protettivo contro lacorrosione, posti in corrispondenza di giunzioni, curve, pezzi speciali, ecc., devono essere accuratamente fasciati con bende o nastri idonei allo scopo.


Punto 3.3.4.3
Le tubazioni interrate devono essere posate su un letto di sabbia lavata, di spessore minimo 100 mm e ricoperte, per altri 100 mm, con sabbia dello stesso tipo. Inoltre, è necessario prevedere ad almeno 300 mm sopra la tubazione, la posa di un nastro di segnalazionedi colore giallo e subito dopo l'uscita fuori terra la tubazione deve essere segnalata con il medesimo colore per almeno 70 mm.

Punto 3.3.4.4
La profondità di interramento della tubazione, misurata fra la generatrice superiore del tubo ed il livello del terreno, deve essere almeno pari a 600 mm.
Nei casi in cui detta profondità non possa essere rispettata, occorre prevedere una protezione della tubazione con: tubi di acciaio, piastre di calcestruzzo o con uno strato di mattoni pieni.

Punto 3.3.4.5
Le tubazioni interrate di polietilene devono essere collegate alle tubazioni metalliche prima della fuoriuscita del polietilene dalterreno e prima del suo ingresso nel fabbricato. Tale collegamento deve essere realizzato tramite un raccordo specialepolietilene-metallo (giunto di transizione monoblocco) avente estremità idonea per saldatura sul lato polietilene e per giunzione saldata o filettata sul lato metallo. In nessun caso questo raccordo speciale può sostituire il giunto dielettrico.

Punto 3.3.4.6
Nel caso di incroci o parallelismi fra le tubazioni gas ed altre canalizzazioni preesistenti, la distanza minima tra le due tubazioni deve essere tale da consentire gli interventi di manutenzione su entrambi i servizi.


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